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Addio perfezione. Oggi la bellezza è autenticità. L’indagine del Gruppo Teddy

La ricerca realizzata su oltre 5.800 clienti del Gruppo fotografa una nuova idea di bellezza fondata su autenticità, benessere e libertà espressiva.
Sfatati invece alcuni luoghi comuni sulla moda: il negozio fisico resta centrale e le persone scelgono ciò che le fa stare bene, non ciò che scelgono i brand.

Rimini, 25 giugno 2026 – La bellezza non coincide più soltanto con la perfezione estetica o con l'adesione a modelli imposti dall'esterno. Oggi, per quasi una persona su due, essere belli significa prima di tutto sentirsi bene con sé stessi.

È quanto emerge dalla survey "La tua idea di bellezza passa da ciò che indossi?", promossa dal Gruppo Teddy, uno dei leader internazionali con i brand Terranova, Calliope, Rinascimento e QB24, e realizzata su oltre 5.800 consumatori italiani di diverse generazioni (Gen X, Millennials e Gen Z) con l'obiettivo di approfondire il rapporto contemporaneo tra moda, identità personale e benessere.

Secondo i risultati dell'indagine, quasi il 44% degli intervistati definisce la bellezza come il sentirsi bene con sé stessi, mentre il 23,7% la associa alla libertà di seguire il proprio stile senza conformarsi alle regole. L'approvazione degli altri continua a essere presente nella percezione della bellezza, ma emerge con forza una crescente attenzione verso elementi più personali, come il benessere, l'autenticità e la libertà di esprimere la propria individualità.

Un dato che racconta l'evoluzione del rapporto tra persone, immagine e moda. La bellezza viene vissuta sempre più come una dimensione personale e identitaria, legata alla possibilità di sentirsi a proprio agio con sé stessi e di esprimere chi si è attraverso le proprie scelte quotidiane.

I dati raccolti rappresentano inoltre un risultato particolarmente significativo per il Gruppo Teddy, che si pone come obiettivo quello di vestire il mondo di bellezza e accoglienza, favorendo la realizzazione personale. Esiste infatti una forte convergenza tra i valori che ispirano l’azienda riminese e le aspettative delle persone: un'ulteriore conferma per Teddy di un percorso iniziato ormai 65 anni fa da Vittorio Tadei.

"Questa survey restituisce un messaggio molto chiaro: oggi il rapporto con la bellezza e con l'abbigliamento è sempre più personale", commenta Matteo Lessi, Direttore Corporate Affairs & Communication Teddy Group. "Inutile dire che l'approvazione sociale continua ad avere certamente un ruolo preciso, ma non è più l'unico elemento che orienta le scelte. Le persone cercano capi che le rappresentino, che valorizzino la loro identità e il loro stile. Parlare di abbigliamento per noi non riguarda semplicemente ciò che si indossa, ma la possibilità di sentirsi accolti, esprimere chi si è e costruire ogni giorno una relazione positiva con sé stessi e con gli altri."

La moda come benessere quotidiano

L'indagine evidenzia inoltre il forte legame tra abbigliamento e benessere personale. Oltre l'83% degli intervistati afferma che vestirsi bene li aiuta a sentirsi meglio con sé stessi, confermando come la moda abbia oggi una valenza emotiva che va ben oltre la semplice dimensione estetica.

In questo scenario, brand e tendenze continuano a influenzare le scelte dei consumatori, ma assumono crescente rilevanza aspetti legati all'esperienza personale: la vestibilità, il comfort e il modo in cui un capo fa sentire chi lo indossa. L'82,1% dichiara infatti di scegliere un prodotto soprattutto per la vestibilità, mentre il 42,8% per "come mi fa sentire". Al contrario, solo il 3,5% considera determinante il fatto che un capo sia di tendenza e appena l'1,9% sceglie principalmente in base al marchio.

Il negozio fisico continua a vincere

La survey restituisce anche una fotografia interessante delle abitudini di acquisto. Nonostante la crescita dell'e-commerce e delle piattaforme digitali, il 77,6% degli intervistati continua ad acquistare prevalentemente nei negozi fisici. Un dato che contraddice alcune delle narrazioni più diffuse sul retail contemporaneo e conferma come il punto vendita mantenga un ruolo centrale nell'esperienza d'acquisto. Per molti consumatori, infatti, scegliere un capo significa ancora poterlo vedere, toccare e provare direttamente, trasformando lo shopping in un momento personale e concreto.

Moda accessibile e identità personale

Un ulteriore elemento emerso dalla ricerca riguarda il ruolo della moda accessibile nella costruzione dell'identità individuale. I dati mostrano come i consumatori utilizzino l'abbigliamento sempre più come strumento per esprimere la propria personalità e costruire uno stile coerente con il proprio modo di essere. Le tendenze e i brand continuano a rappresentare elementi importanti dell'universo moda, ma acquistano valore soprattutto quando aiutano le persone a sentirsi rappresentate e a esprimere la propria identità. In questo contesto, la moda accessibile viene percepita come uno strumento di libertà espressiva e valorizzazione personale, capace di offrire a ciascuno la possibilità di costruire il proprio stile in modo autentico.

La moda quindi è raccontata secondo nuovi ordini di stile. Un linguaggio che diventa sempre più personale costruito per sentirsi a proprio agio, riconoscersi e raccontarsi, senza rinunciare alla dimensione relazionale e sociale che da sempre accompagna il modo di vestire.

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