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Lo specchio prima di uscire
Abbiamo chiesto a quasi 6 mila clienti dei nostri brand qual è il loro rapporto con la bellezza e con ciò che indossano ogni giorno. Le risposte raccontano un'idea di moda sempre più lontana dal giudizio esterno

Quante volte vi sarete fermati e fermate davanti allo specchio prima di uscire? Uno sguardo veloce per capire se tutto va per il verso giusto e sentirsi a proprio agio. Sembra un’azione ingenua, quasi ripetitiva. Eppure dietro a quel movimento ci sono un’infinità di emozioni e dilemmi che tengono vivo da anni il dibattito sociologico e psicologico: mi guardo perché voglio riconoscermi con quello che indosso o perché devo trovare appagamento nello sguardo degli altri? Mi sento me stesso/a o ho fatto quella determinata scelta perché nel mio ambiente di lavoro sarà sicuramente più accettata? Tolgo gli orecchini e copro i tatuaggi perché il giudizio di chi mi guarda potrebbe essere influenzato?
Abbiamo deciso di porre queste domande a un campione di oltre 5800 clienti dei nostri brand attraverso il questionario: "La tua idea di bellezza passa da ciò che indossi?".
A rispondere è stato soprattutto un pubblico femminile (92,3%), trasversale per età. Millennials in testa, ma con una Gen X molto presente e una Gen Z che inizia a farsi sentire. Le risposte che sono arrivate non sono per nulla scontate.
La prima cosa che emerge è che il giudizio esterno ha perso terreno. Alla domanda su cosa significhi sentirsi belli, la risposta più scelta non è "piacere agli altri" ma "sentirsi a proprio agio", lo pensa il 43,7% di chi ha risposto. Seguono il piacersi allo specchio, la sicurezza in sé, l'esprimere chi si è.

E quando si tratta di scegliere cosa indossare, il criterio che vince è disarmante nella sua semplicità: come mi sta, dice l'82,1% del campione. Subito dopo, come mi fa sentire. Il prezzo conta ancora. Le tendenze, quasi per niente, appena il 3,5%. Il brand da solo ancora meno, l'1,9%. Sono numeri che raccontano un modo di vestirsi sempre più simile a un ascolto di sé che a un inseguimento di qualcos'altro.
Non stupisce, allora, che l'83% di chi ha risposto associ il vestirsi bene a uno stare meglio con sé stessi, sottolineando che non è una scelta puramente estetica fine a sé stessa, ma qualcosa che assomiglia di più a una piccola terapia quotidiana. Infatti, metà del campione dice di scegliere spesso cosa indossare proprio per sentirsi più sé stesso in un contesto specifico, un colloquio, una cena, una giornata complicata. Vestirsi diventa così un linguaggio che si parla prima di tutto con se stessi, prima ancora che con chi si incontrerà. Lo stesso vale per il momento dell'acquisto. Nonostante l'e-commerce continui a crescere, il 77,6% preferisce ancora il negozio fisico, e lo fa quasi sempre da solo: il 69,8% fa shopping in autonomia, senza cercare un parere, e il 68% sceglie senza consulenza. Un dato che continua a corroborare questa tendenza a non aver bisogno di conferme, né da un amico, né da un familiare. Lo scelgo perchè piace a me e mi fa sentire bene. È un'autonomia che dice molto anche del rapporto con lo spazio fisico del negozio. Vissuto come un posto dove prendersi del tempo per sé, senza fretta di doversi spiegare a nessuno e magari lasciandosi andare solo ai consigli del personale addetto alle vendite.

In questo scenario cambia anche il ruolo dei brand. Non bastano più a vendere un prodotto ma devono essere capaci di restituire un'idea di bellezza in cui chi acquista possa riconoscersi. Lo pensa il 67,3% del campione. Ed è forse il dato più interessante per chi, come noi, lavora ogni giorno a stretto contatto con le persone attraverso l'abbigliamento. Non si tratta più solo di vestire un corpo, ma di accompagnare un modo di sentirsi in diversi ambienti, anche solo in quella giornata in cui si ha voglia di stare solo comodi.
Se dovessimo tenere un solo dato tra tutti, sarebbe questo: per il 42,6% delle persone, la ricerca della propria bellezza è sempre una priorità nella vita quotidiana; per un altro 48,4% lo è qualche volta.
In fondo è proprio questo il punto in cui noi di Teddy ci sentiamo in dovere di dire la nostra. Bellezza, accoglienza, realizzazione personale, non sono parole astratte nel nostro purpose, ma quello che succede ogni volta che qualcuno si guarda allo specchio e si riconosce in ciò che indossa. E lì, in quel gesto piccolo e quotidiano, desideriamo esserci per i nostri clienti.