belong to people
Al centro del cuore operativo di Teddy
Il percorso che porta un capo all’interno di un negozio è lungo e passa da una regia silenziosa che governa flussi, tempi e decisioni. Fabio Bertozzi è parte integrante di questo processo.

Esistono dei ruoli che non si vedono, ma senza i quali tutto si fermerebbe. Sono quelli che tengono insieme i processi, che controllano i flussi, che fanno in modo che ogni cosa arrivi nel posto giusto, al momento giusto e nella quantità giusta. Fabio Bertozzi lavora esattamente lì: nel cuore operativo di Teddy.


Fabio entra nel Gruppo Teddy il 1° luglio 2014, dopo un’esperienza nella consulenza direzionale a Bologna. Laureato in ingegneria gestionale, come molti suoi coetanei aveva iniziato la carriera lavorando “per progetti”, affrontando contesti diversi e ritmi intensi. Poi, per motivi familiari, la scelta di rientrare a Rimini, la sua città, e la ricerca di un’azienda che gli permettesse di mettere davvero a frutto le competenze maturate. «Conoscevo pochissimo Teddy – racconta – nonostante fossi riminese. L’ho scoperta quasi per caso, guardando un’intervista a Vittorio Tadei. Ho percepito subito qualcosa di diverso». Una sensazione che lo spinge a candidarsi. Dopo il colloquio, Fabio viene assunto direttamente da Federico Francia, oggi Direttore Supply Chain, con cui condivide fin dall’inizio un percorso di crescita parallelo. «Sono sempre rimasto sotto la sua guida», racconta. Nei primi anni lavora nell’ufficio progetti, un team molto piccolo che interviene trasversalmente su tutte le nuove iniziative aziendali. «Se in azienda c’era un progetto nuovo da seguire, veniva affidato a Federico e io lo supportavo. Il primo giorno che sono entrato, ce n’era già uno che partiva». Con il tempo l’ufficio si struttura e prende forma l’attuale Ufficio Pianificazione Operativa, di cui Fabio diventa responsabile.


Oggi il team è composto da cinque persone e ha un compito tanto delicato quanto fondamentale: governare il percorso della merce senza toccarla mai fisicamente. «Il nostro lavoro è soprattutto di supervisione», spiega Fabio. «Controlliamo che tutto fili nel modo giusto lungo una catena logistica lunghissima: dall’ordine al fornitore fino alla distribuzione nei negozi. Un’attività in cui l’errore tollerato tende allo zero: una regola sbagliata o un flusso instradato male possono avere ripercussioni su tutta la rete distributiva e su tutti i brand». L’ufficio verifica che gli ordini siano corretti, che la merce venga smistata nelle giuste quantità, che i negozi ricevano ciò che serve al momento giusto. «Se apre un nuovo punto vendita, dobbiamo essere certi che la merce arrivi puntuale per l’apertura. Un piccolo errore, in un lavoro “virtuale” come il nostro, può propagarsi all’infinito». A questo si aggiunge un altro ambito cruciale: la reverse logistics, ovvero la gestione dei resi e della merce invenduta. Un processo che coinvolge anche la Polonia, dove Teddy collabora da anni con partner storici per ricondizionare i capi e dare loro una seconda vita. «È un lavoro molto umano», sottolinea. «Vedere come un capo invenduto possa tornare a nuova vita – negli outlet o nella sezione outlet dell’e-commerce – dà un senso concreto a quello che facciamo ed è un approccio che unisce efficienza e attenzione alla sostenibilità».
Il nuovo polo logistico di Gatteo
Uno dei nodi fondamentali di tutto questo percorso è il nuovo Centro di Distribuzione di Gatteo di circa 80.000 metri quadrati, ubicato a pochi chilometri da Rimini. È da lì che transitano tutti i capi destinati ai quasi 1000 punti vendita Terranova, Calliope, Rinascimento e QB24 presenti in tutto il mondo. Una struttura che ha permesso di efficientare tutta la filiera logistica, di renderla più veloce, produttiva e performante attraverso dei processi semplificati mirati a migliorare notevolmente il lavoro delle persone, la crescita dei brand e la soddisfazione dei clienti. «Con questo nuovo polo, inaugurato nel 2020 - sottolinea Fabio - abbiamo implementato maggiormente la capacità di far arrivare il prodotto giusto nel momento giusto in ogni negozio, intercettando l’interesse dei nostri clienti e riuscendo a raggiungere obiettivi virtuosi anche per quanto riguarda la sostenibilità». Al nuovo centro, infatti, è stata riconosciuta la certificazione Leed Gold, una delle più importanti a livello internazionale, proprio per la riduzione dell’impatto ambientale sull’intera filiera logistica.

Nulla nasce per caso
Oggi Fabio guida un team giovane e affiatato. Il suo metodo è chiaro: responsabilizzare fin da subito. «Bisogna mettere le mani in pasta dall’inizio. Se non dai autonomia, crei insicurezza. E l’insicurezza porta all’errore». I nuovi arrivati iniziano con piccoli task, sempre supervisionati, per poi acquisire gradualmente maggiore autonomia. Un percorso che funziona: oggi i collaboratori di Fabio gestiscono intere aree del processo in modo indipendente. «È una delle soddisfazioni più grandi del mio lavoro».
Dopo undici anni, Fabio ha una certezza: Teddy è un luogo “strano” in senso positivo. «È un’azienda grande e strutturata, ma con un clima umano e relazioni autentiche. Si lavora tanto, ci sono i picchi e le tensioni, ma anche confronto, collaborazione e spirito di squadra». Anche l’equilibrio tra vita privata e lavoro trova spazio, grazie alla flessibilità, allo smart working e – nel suo caso – alla fortuna di vivere molto vicino all’azienda. «In cinque minuti sono al lavoro in bicicletta». Quando si parla di futuro, Fabio non ha dubbi: «Questo è un mestiere che richiede anni per essere imparato. Ora voglio mettere a frutto tutto quello che ho costruito, continuando a migliorare, sapendo che ogni errore diventa una lezione». E a chi è all’inizio del percorso, Fabio lascia un consiglio chiaro:
«Non scoraggiarsi nella fase iniziale. Quella palestra di apprendimento, anche se lunga, è ciò che poi fa davvero la differenza. Per te e per l’azienda».